IV trofeo Ponterosso

Si è appena concluso, a Trieste, il IV trofeo Ponterosso di canoa polo. Uno sport, forse non molto conosciuto, ma che sa richiamare davvero tanta gente, sia per le forti emozioni che sa regalare al pubblico, sia per la spettacolarità delle immagine che ben si prestano ad essere immortalate da un obiettivo. Anche “Trieste scrivi” era presente all’appuntamento e, come molti di voi, abbiamo scattato delle foto che vi presentiamo in questo reportage. Alla fine, la nostra valutazione che, lo ricordiamo, è da semplici spettatori e non da conoscitori di questo sport. (clicca sulla foto per accedere all’album. Poi clicca sulle singole foto per ingrandirle)

La canoa polo è uno sport per certi versi simile alla pallanuoto, in cui due squadre composte da 5 giocatori in kayak monoposto si scontrano un uno specchio d’acqua lungo da 28 a 35 metri e largo da 18 a 23. Lo scopo del gioco è di segnare più gol della squadra avversaria nell’arco dei 20 minuti che corrispondono alla durata dell’intera partita, scagliando la palla verso la porta sospesa a due metri d’altezza dal livello dell’acqua e difesa dal portiere che usa la pagaia sollevata a protezione della stessa. Quando il portiere si trova in  questa posizione, non può essere toccato da nessun giocatore che in quel momento sta attaccando.  Visti i violenti e spettacolari scontri che avvengono normalmente durante una partita, i giocatori devono indossare un casco con una griglia di metallo a protezione del volto e usare un giubbetto imbottito a protezione del busto. Un giocatore in possesso di palla può essere contrastato dall’avversario venendo spinto in acqua, usando solo una mano, nel tentativo di appropriarsi della palla. La palla può rimanere in possesso di un giocatore per non più di cinque secondi, ma può essere lanciata in acqua spostandola di almeno un metro per poi riprenderne di nuovo il controllo e quindi riazzerare il conteggio dei secondi del possesso palla. Oltre ai 5 giocatori titolari, sono previste un massimo tre riserve. Le sostituzioni possono essere effettuate in qualunque momento del gioco senza notificarlo agli arbitri. Il giocatore, infatti, deve solo uscire attraversando completamente la propria linea di fondo campo prima che il giocatore che lo sostituisce entri nell’area di gioco. In nessun caso devono esserci più di cinque giocatori per squadra contemporaneamente nell’area di gioco. La partita è divisa in 2 tempi da 10 minuti ciascuno, il tempo inizia quando le squadre sono schierate sulla propria linea di fondo e la palla viene lanciata in campo dall’arbitro. Allora un giocatore di ciascuna squadra cerca con uno scatto di conquistare il possesso palla. Il gioco è diretto da due arbitri, uno su ciascun lato lungo del campo, con la facoltà di punire ogni infrazione con cartellini verdi, gialli o rossi, e di assegnare come penalità tiri diretti, rimesse laterali e tiri di rigore.

Si è appena concluso, a Trieste, il IV trofeo Ponterosso di canoa polo. Uno sport, forse non molto conosciuto, ma che sa richiamare davvero tanta gente, sia per le forti emozioni che sa regalare al pubblico, sia per la spettacolarità delle immagine che ben si prestano ad essere immortalate da un obiettivo. Anche "Trieste scrivi" era presente all'appuntamento e, come molti di voi, abbiamo scattato delle foto che vi presentiamo in questo reportage. Alla fine, la nostra valutazione che, lo ricordiamo, è da semplici spettatori e non da conoscitori di questo sport. (clicca sulla foto per accedere all'album. Poi clicca…

la nostra recensione

Attrattività
Ambiente
Spettacolarità
Organizzazione
Interazione con il pubblico

totale

Lo spettacolo è garantito, anche per chi non è appassionato di questo sport. Si resta volentieri a tifare per un intero pomeriggio.

Non capita tutti i giorni di vedere il canale di Ponterosso così animato e festante. Grande attrattività e richiamo di pubblico per uno sport conosciuto a pochi, ma di grande impatto visivo. L’ambiente è suggestivo, soprattutto per chi è abituato a vedere un canale, per così dire, non proprio pulito. Spettacolarità garantita dagli atleti, che danno il loro massimo impegno per l’agognato trofeo e riescono a trascinare il pubblico, che circonda “il campo”, divertito. Buona anche l’organizzazione con speaker di ottimo livello. L’interattività è quella tipicamente sportiva, non proprio tifo da stadio, ma comunque appassionata allo spettacolo.